L’alimentazione e il bambino con patologia oncologica
Workshop promosso dal Segretariato Sociale della RAI con nutrizionisti, oncologi e pediatri

Sala degli Arazzi – RAI
Roma, febbraio 2007

 

Note di epidemiologia dei tumori infantili

In Italia l’incidenza dei tumori infantili è misurata dal Registro dei Tumori Infantili (RTI) del Piemonte. Estrapolando a livello nazionale questi dati, sovrapponibili alle stime ottenute dalla banca dati della Forza Operativa Nazionale Oncologia Pediatrica (FONOP), si stima quanto segue (dati aggiornati al 2007):

  • I tumori in età pediatrica (0-14 anni) rappresentano l’1% di tutti i tumori maligni e, sommati a quelli dell’adolescenza (15-19 anni), il 2%.
  • Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 1500 casi di tumori tra i bambini e 800 casi tra gli adolescenti.
  • Ogni anno in Italia sono diagnosticati circa 500 casi di leucemie (80% leucemie linfoidi acute) tra i bambini e 100 casi (<40% leucemie linfoidi acute) tra gli adolescenti.
  • Nei primi 15 anni di vita 1 bambino ogni 600 si ammala di tumore e 1 ogni 2000 di leucemia.

La distribuzione dei casi di tumori in età pediatrica (RTIP 1967-2003) è la seguente:

o leucemie 33%; o tumori solidi 67% di cui:

– sistema nervoso centrale 23%;
– linfomi 9%;
– neuroblastomi 8%;
– tessuti molli 6%;
– osso 5%;
– rene 5%;
– altri 11%.


Alimentazione e bambini con patologie oncologiche
Il Prof. Pietro Migliaccio
ospite a “UnoMattina” – RAIUNO (9.05.2008)

La percentuale di GUARITI o con LUNGHE SOPRAVVIVENZE (oltre 5 anni dalla diagnosi) per i pazienti in età pediatrica affetti da tumore maligno è in progressivo aumento negli ultimi anni e giunge fino all’80% per i bambini con diagnosi effettuata più recentemente nel periodo 1997-2001.
Tali dati non si discostano per quanto riguarda incidenza, distribuzione e sopravvivenza, da quelli globali europei riportati dall’ACCIS (Automated Childhood Cancer Information System), che riunisce i dati di tutti i registri tumori infantili europei.
L’incidenza dei tumori in Europa nel periodo 1988-1997 è di 139 casi per milione di bambini/anno e di 186 casi per milione di adolescenti/anno. È stato osservato un incremento progressivo d’incidenza nel corso degli anni, senza segni di rallentamento di tale tendenza nell’ultimo quinquennio.


DECALOGHI

I decaloghi per l’alimentazione del bambino nelle varie fasi della malattia oncologica sono tratti dalle relazioni presentate durante il Work Shop e quindi elaborati dopo un confronto tra tutti gli specialisti che vi hanno partecipato e cioè nutrizionisti, oncoematologi, pediatri, fisiatri, etc.
Vogliono rappresentare un punto di riferimento, una sintesi e una facile guida per tutte le persone che collaborano alla gestione della problematica oncologica pediatrica ( medici, laureati in dietistica, personale paramedico, familiari, etc.). Per approfondire le conoscenze e per risalire alle motivazioni di ogni singolo decalogo è opportuno controllare le rispettive relazioni ed anche le bibliografie di riferimento.

1) PARAMETRI PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO NUTRIZIONALE

· Effettuare un’anamnesi alimentare.
· Rilevare peso, statura, circonferenza toracica, circonferenza brachiale, circonferenza vita, circonferenza fianchi, rapporto circonferenza vita/ circonferenza fianchi, rapporto circonferenza vita/altezza
· Rilevare quattro misure plicometriche : plica tricipitale, plica bicipitale, plica sottoscapolare e sovrailiaca.
· Rilevare la circonferenza cranica nei bambini di età inferiore ai 3 anni
· Stabilire gli indici dello stato di nutrizione (albuminemia, prealbuminemia, transferrina).
· Screening iniziale della Capacità Antiossidante Totale (TAC) sia della dieta che plasmatica.
· Valutazione della densità minerale ossea (Bone Mineral Density – BMD); RX della mano non dominante per la determinazione dell’età scheletrica.
· Inquadramento psicologico.

2) STRATEGIE DI INTERVENTO IN CORSO DI TERAPIA ANTINEOPLASTICA

Durante il ricovero è necessario che il bambino segua una dieta varia ed equilibrata tale da coprire i fabbisogni nutrizionali propri della sua età e del suo sesso, secondo quanto stabilito dai “Livelli di Assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti” (LARN), allo scopo di garantire un adeguato accrescimento e promuovere una corretta alimentazione. La dieta deve essere personalizzata ed elaborata in collaborazione con il medico oncologo, il medico nutrizionista, il medico pediatra e il dottore in dietistica.

Sulla base di queste considerazioni indichiamo alcune raccomandazioni generali:

– Evitare l’eccessivo apporto energetico;
o Seguire una alimentazione sana ed equilibrata nei nutrienti: della quota calorica giornaliera il 55-60% deve essere rappresentato dai carboidrati, il 12-15% dalle proteine e meno del 30% dai lipidi;
– Mantenere un rapporto equilibrato fra proteine animali e vegetali (1:1) e tra zuccheri semplici (non oltre il 10-15% delle calorie totali) e zuccheri complessi;
– Limitare i fuori pasto (spuntino pari al 5% dell’apporto calorico giornaliero);
– Garantire un apporto di fibra pari a 0,5g/kg/die.

 Copertina libro atti
 In particolare è importante assicurare un adeguato apporto di calcio e proteine nella dieta giornaliera allo scopo di garantire un corretto accrescimento e di evitare un basso picco di massa ossea. In base allo stato nutrizionale del bambino sarà necessario valutare eventuali supplementazioni con calcio, vitamina D e bifosfonati.

Allo scopo di prevenire lo squilibrio ossidativo dello Stato Redox il bambino deve seguire una dieta ricca di alimenti di origine vegetale (frutta e verdura) ad alto contenuto di antiossidanti scelti sulla base di database specifici.

Occorre elaborare una dieta che tenga conto della potenziale interferenza del cibo con i parametri farmacocinetici della terapia antineoplastica e con la biodisponibilità del farmaco; tali interazioni sono complesse e non generalizzabili e pertanto devono essere valutate per ogni singolo chemioterapico.

E’ necessario valutare l’utilizzo di integratori dietetici.

3) CONSIGLI PRATICI PER UNA DIETA EQUILIBRATA NEL CORSO DI MALATTIA ONCOLOGICA VALIDA ANCHE PER I BAMBINI IN TERAPIA CORTISONICA

COSA FARE
· Durante la giornata l’alimentazione deve essere suddivisa in tre pasti principali (colazione, pranzo, cena) e due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio)
· La prima colazione può essere a base di latte parzialmente scremato o succo di frutta o the od orzo insieme a fette biscottate o biscotti secchi o cereali; oppure può essere una colazione di tipo salato a base di pane e prosciutto crudo e/o formaggio.
· Gli spuntini dovranno essere preferibilmente a base di frutta fresca o yogurt o crackers.
· A pranzo e a cena contemplare sempre un contorno a base di verdura.
· Variare la scelta delle pietanze durante la settimana prevedendo:
3 volte carne 3 volte pesce
2 volte legumi 2 volte formaggio 2 volte prosciutto crudo o bresaola 2 volte l’uovo
· Limitare l’assunzione di sale.
· Preferire le cotture alla griglia, al vapore, al cartoccio, al forno, in umido.
· Abbinare sempre alla corretta alimentazione una buona attività fisica.

E POI….
· Non saltare i pasti
· Le patate non vanno considerate come verdura ma vanno utilizzate in sostituzione di pane, pasta o riso
· Ricordarsi di non eccedere nei condimenti, utilizzando con moderazione olio extra vergine d’oliva, aggiungendolo agli alimenti dopo la cottura.
· Limitare le quantità di zucchero, miele o fruttosio. Per l’uso di dolcificanti artificiali consultare sempre il medico.

4) INDICAZIONI COMPORTAMENTALI E NUTRIZIONALI PER GLI EFFETTI COLLTERALI DELLA CHEMIOTERAPIA

Problema Indicazione
Perdita di appetito Preferire pasti leggeri e frequenti
Evitare cibi ricchi in grassi
Evitare di bere prima e durante i pasti
Nausea Offrire piccole quantità di cibo
Evitare cibi grassi e untuosi
Evitare cibi molto dolci, caldi e piccanti, la frittura, le preparazioni con salse, i cibi panati e gratinati
Cuocere le pietanze senza grassi: in acqua, al vapore, al forno, al cartoccio, nel brodo.
Offrire cibi secchi, crackers, biscotti semplici, toast
Evitare gli alimenti preferiti dal bambino perché potrebbe sviluppare un disgusto permanente per essi.
Vomito Utilizzare colluttori per aiutare ad eliminare il cattivo sapore
Evitare cibi e liquidi fino a quando il vomito persiste
Evitare gli alimenti preferiti
Offrire cibi secchi
Utilizzare farmaci anti-nausee per la prevenzione e il controllo del vomito
Evitare che ci siano in casa odori fastidiosi o forti (profumo, fumo, odore di cibo..etc)
Far passeggiare il bambino all’aria aperta prima e dopo il pasto o farlo stare vicino ad una finestra aperta
Far mangiare il bambino quando ne ha voglia senza orari rigidi e senza forzarlo
Ulcere del cavo orale Preferire cibi umidi e morbidi (es. patate schiacciate, uova strapazzate, crema, gelato)
Tenere umidi i cibi utilizzando burro, salse, creme
Evitare agrumi, succhi di frutta, cibi salati o piccanti
Bocca secca Consumare bevande frequentemente (può essere utili del ghiaccio tritato o in cubetti)
Succhiare caramelle alla frutta per stimolare la produzione di saliva
Alterazione e perdita del gusto Se compare un rifiuto per la carne bovina o suina provare con pollo, pesce, uova, formaggio, prosciutto.
Usare aromi e spezie per insaporire i cibi
Provare cibi freddi
Proporre cibi familiari che piacciono di più
Provare l’aggiunta di salse (es. maionese, ketchup, salse agrodolci)
Preferire posate di plastica a quelle di metallo
Provare a far consumare gli alimenti a diverse temperature per trovare quella in cui il cibo sembra più gustoso
Alterazioni dell’alvo intestinale
(diarrea e stipsi)
Favorire una alimentazione povera di scorie e lattosio in caso di diarrea
Arricchire l’alimentazione di fibre in caso di stipsi
Favorire l’introduzione di alimenti probiotici Favorire l’introduzione di liquidi non zuccherati
Malassorbimento Seguire una dieta povera in grassi e priva di lattosio e scorie

5) SUPPORTI NUTRIZIONALI PER GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA RADIOTERAPIA ADDOMINALE

Alimenti da evitare
in base all’età del bambino
e al tipo di terapia
Grano (pasta, pane, pizza, biscotti comuni), avena, segale, orzo Latte vaccino e derivati (yogurt, burro, formaggi, latticini, panna), carne vaccina
Verdure e legumi
Frutta fresca e secca
Alimenti consigliati Offrire piccole quantità di cibo
Evitare cibi grassi e untuosi
Evitare cibi molto dolci, caldi e piccanti, la frittura, le preparazioni con salse, i cibi panati e gratinati
Cuocere le pietanze senza grassi: in acqua, al vapore, al forno, al cartoccio, nel brodo.
Offrire cibi secchi, crackers, biscotti semplici, toast
Evitare gli alimenti preferiti dal bambino perché potrebbe sviluppare un disgusto permanente per essi.

6) SCREENING E MONITORAGGIO DELLE ALTERAZIONI DEL METABOLISMO GLUCIDICO:
SEGNI E SINTOMI DA NON SOTTOVALUTARE IN PARTICOLARE IN CORSO DI TERAPIA CORTISONICA


Parametri da monitorare e frequenza dei controlli:
· Glicemia a digiuno (Fasting Blood Glucose, FBG) ad ogni controllo di altri esami di laboratorio;
· Glicemia due ore dopo il pasto (Post Prandial Glucose, PPG) con cadenza quindicinale;
· Prestare attenzione ai seguenti sintomi: poliuria, polidipsia, polifagia, astenia.

Il monitoraggio e l’intervento precoce consentono di:
· Ridurre il rischio di comparsa di iperosmolarità plasmatica grave con possibile coma;
· Effettuare una sorveglianza sulla possibilità di sviluppare diabete mellito permanente;
· Ridurre il rischio di infezioni legate al controllo metabolico non adeguato.

7) UTILIZZAZIONE DELLA NUTRIZIONE ARTIFICIALE

A) Ruoli della Nutrizione Artificiale:
· Prevenire o correggere uno stato di malnutrizione, contrastando la cachessia neoplastica (Nutrizione di Supporto o Aggiuntiva).
· Migliorare l’efficacia della chemioterapia, potenziandone la risposta e riducendone la tossicità (Nutrizione Adiuvante).
· Interferire nella crescita neoplastica con l’aggiunta o la sostituzione di diversi substrati (Farmaconutrizione o Manipolazione Nutrizionale).
· Provvedere alle necessità nutrizionali in pazienti con insufficienza intestinale prolungata (Terapia Nutrizionale Sostitutiva).
· Migliorare la tollerabilità e il completamento del programma di chemioterapia e/o di radioterapia.

B) Criteri per la scelta della tecnica di Nutrizione Artificiale in accordo con le Linee guida di ASPEN (American Society of Parenteral and Enteral Nutrition).
· Per scegliere il tipo di Nutrizione Artificiale (Nutrizione Enterale o Parenterale) è indispensabile valutare la funzionalità dell’apparato gastrointestinale:
o La Nutrizione Enterale può essere utilizzata in pazienti che sono malnutriti o a rischio di diventare tali ed in cui l’apporto nutrizionale orale non è sufficiente a mantenere uno stato di nutrizione adeguato (Oral Failure); l’accesso al tratto gastrointestinale va realizzato con la modalità più naturale e meno invasiva.
o La Nutrizione Parenterale deve essere utilizzata solo in caso di intervento enterale fallito (non efficace, non tollerato o rifiutato) e/o quando la funzione intestinale sia gravemente compromessa dalla patologia di base o dal trattamento antineoplastico (Intestinal Failure).

Scelta della via di somministrazione della Nutrizione Artificiale

  • L’utilizzazione della Nutrizione Parenterale Domiciliare (NPD) è indicata solo nel caso di insufficienza intestinale secondaria alla patologia (tumori intestinali) o al trattamento radiante (enterite attinica).

8) NUTRIZIONE NEI BAMBINI SOTTOPOSTI A TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI ALLOGENICHE

A) NUTRIZIONE PARENTERALE TOTALE (NPT)

La NPT rappresenta la terapia nutrizionale di scelta nei casi di bambini sottoposti a trapianto di cellule staminali allogeniche. Tuttavia, in accordo con le Linee Guida Sinpe (www.sinpe.it), un gruppo “multidisciplinare” esperto in nutrizione nell’ambito oncologico dovrebbe farsi carico di valutare:
– quali siano i soggetti da sottoporre a NP (Nutrizione Parenterale) o a NE (Nutrizione Enterale);
– il momento ideale per l’avvio;
– i tempi e la realizzazione di tale supporto.
L’avvio del programma presuppone una corretta valutazione dello stato nutrizionale in ogni paziente oncologico; parimenti è necessario prevedere la durata del digiuno durante le fasi di terapia per mettere in atto solo in questi pazienti la nutrizione artificiale di supporto.

Nel paziente trapiantato la NPT deve garantire:
– substrati energetici esogeni al fine di assicurare un risparmio delle riserve endogene di proteine e grassi;
– quantità di amminoacidi sufficienti per la sintesi proteica;
– vitamine e minerali per supplire alle perdite;
– liquidi per una corretta idratazione;
– grassi per un addizionale apporto calorico e per prevenire il deficit di acidi grassi essenziali.

Le variazioni riguardanti l’apporto calorico, volumi e velocità d’infusione o la compatibilità tra le varie soluzioni infuse devono essere attentamente valutate giorno per giorno da personale adeguatamente addestrato e continuamente aggiornato.

E’ indispensabile garantire la sterilità del catetere venoso centrale e della sacca durante le manovre di introduzione dei singoli componenti.

B) NUTRIZIONE PER VIA ORALE (PER OS): CONSIGLI DIETETICI ED IGIENICO COMPORTAMENTALI

Gli operatori che si occupano della preparazione dei pasti devono rispettare le seguenti indicazioni igienico comportamentali:

o Lavarsi accuratamente le mani con sapone ed acqua calda.
o Lavare gli utensili, le pentole e i piani di lavoro.
o Rispettare la giusta temperatura di preparazione e la conservazione degli alimenti.
o Non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente (latticini, formaggi, uova, carne…etc).

La nutrizione per os durante la terapia immunosoppressiva o comunque in soggetti immunosoppressi deve prevedere l’elaborazione di una dieta a bassa carica microbica. A tale proposito rimandiamo alla tabella n. 5 di pagina 72 del libro “L’alimentazione ed il bambino con patologia oncologica” edito dalla RAI-ERI, dove è riportato l’elenco degli alimenti permessi e di quelli da evitare nell’alimentazione dei bambini sottoposti a trapianto.

9) ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO DISFAGICO CON PATOLOGIA ONCOLOGICA

La disfagia pediatrica è un problema spesso sottostimato e non adeguatamente trattato. Le forme tumorali che possono provocare una disfagia di tipo meccanico o su base funzionale, sono quelle della testa e del collo; inoltre esiste una disfagia causata dal trattamento chemio-radio terapico o in seguito ad interventi ablativi. Tra gli effetti collaterali della chemioterapia i disturbi della deglutizione sono presenti fino al 50% dei pazienti. In questo quadro generale sono scarsi i dati della letteratura che possono farci rilevare la percentuale della disfagia nella popolazione di bambini affetti da un tumore.

La dieta per la disfagia richiede una particolare attenzione per la preparazione del cibo, il rispetto di adeguate norme igieniche e comportamentali e la verifica della tollerabilità individuale, secondo procedure e prassi che possono essere gestite al meglio in presenza di un gruppo di lavoro interdisciplinare (logopedista, nutrizionista, dietista, infermiere, ecc.) con specifiche competenze ed esperienza.

La dieta deve essere in grado di coprire i fabbisogni nutrizionali propri dell’ età e del sesso del paziente, secondo quanto stabilito dai “Livelli di Assunzione Raccomandata di Energia e Nutrienti” (LARN), a cui vanno applicate le linee guida dietetiche relative alle specifiche patologie.

La dieta deve offrire una nutrizione sicura e buona idratazione e quindi fornire adeguate calorie, proteine, vitamine, minerali e liquidi in una consistenza tollerata dal paziente.

La consistenza degli alimenti sulla base delle tipiche caratteristiche reologiche rappresenta un momento fondamentale per la gestione nutrizionale del bambino disfagico. Nella pratica clinica le diete per la disfagia sono divise in più livelli in base al grado di difficoltà nella deglutizione del paziente. A pagina 131 e seguenti si possono trovare i vari tipi di dieta in base al grado di disfagia e le modalità di preparazione.

E’ compito del logopedista/foniatra definire il grado di disfagia e conseguentemente il livello di dieta più idoneo, mentre il dottore in dietistica presterà una speciale attenzione all’adeguatezza nutrizionale di ciascuna delle diete approntate.

E’ necessario informare i pazienti (quando possibile), i caregivers ed i familiari sulle modalità di gestione dell’alimentazione (modalità di preparazione ed arricchimento degli alimenti, tecniche posturali ottimali, ausili indicati per la somministrazione di alimenti) ed al momento della dimissione addestrare i familiari sul monitoraggio del peso corporeo e sulla valutazione dell’assunzione dietetica.

Gli obiettivi fondamentali per la gestione nutrizionale del bambino disfagico con patologia oncologica sono i seguenti:

  • Garantire apporti adeguati di energia, di macro e micronutrienti per una crescita e uno sviluppo ottimale
  • Fornire liquidi in forma adeguata garantendo il mantenimento del bilancio idrico
  • Offrire alimenti ad alta densità di energia e nutrienti
  • Prevenire il ristagno di alimenti nella cavità orale, nella faringe e nell’esofago
  • Prevenire il passaggio di alimenti solidi e di liquidi nelle prime vie aeree e nella trachea
  • Utilizzare pietanze che possano favorire la deglutizione
  • Garantire l’appetibilità del cibo variando alimenti, odori, sapori, preparazioni
  • Favorire, se possibile, l’autosufficienza del paziente in relazione a modi e tempi dell’alimentazione
 10) PROGRAMMA RIABILITATIVO DEL BAMBINO CON PATOLOGIA ONCOLOGICA

Allo scopo di realizzare un trattamento riabilitativo in primo luogo è necessario effettuare le seguenti valutazioni:

– Muscolo Scheletrica
– Neurologica
– Visiva
– Respiratoria
– Nutrizionale


Gli obiettivi del progetto riabilitativo del bambino con patologia oncologica sono i seguenti:

– Prevenire i danni secondari
– Recuperare le funzioni deficitarie
– Promuovere il massimo livello possibile di indipendenza funzionale
– Svolgere una funzione palliativa allo scopo di mantenere o di aumentare il confort e l’indipendenza nello stato di malattia


E’ fondamentale il coinvolgimento dei genitori e dei familiari nella realizzazione del programma riabilitativo; debbono infatti essere in grado di seguire il bambino durante l’esecuzione degli esercizi ed anche farli effettuare a domicilio e in qualsiasi altra circostanza. In questo modo è possibile raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati.

11) RUOLO E IMPORTANZA DELL’ATTIVITA’ FISICA

La riduzione della sedentarietà e l’incremento dell’attività fisica, quando le condizioni cliniche lo consentono, hanno una collocazione di primo piano nella promozione di un sano stile di vita.

Il concetto di movimento va inserito nei cambiamenti dello stile di vita del bambino, conferendogli la stessa importanza di una scelta alimentare per la promozione del suo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico.

Le Linee Guida della Children’s Oncology Group del 2006 raccomandano la pratica dell’attività fisica in particolare ai bambini con patologia oncologica che:

1. Soffrono di osteopenia/osteoporosi.
2. Hanno praticato chemioterapia.
3. Presentano un deficit del GH (Growth Hormone) causato dalla radioterapia a livello del cranio o da un intervento chirurgico.
4. Sono in eccesso ponderale in seguito a terapia cortisonica.

Durante il ricovero, compatibilmente con le condizioni fisiche del bambino in relazione alle terapie praticate, si consiglia di effettuare dei giochi a basso impegno da fare in ambienti chiusi, utilizzando attrezzi da gioco specifici, come piccoli scivoli.. etc.

Il bambino deve essere sempre incoraggiato ai giuochi che siano esclusivamente legati allo svago e al divertimento. Debbono rappresentare anche un importante momento di recupero di un proprio spazio

Il gioco dal punto di vista educativo rappresenta una forma apparentemente elementare ma estremamente efficace per il benessere psicofisico del bambino.

La scelta di una vera attività motoria di tipo organizzato va sempre concordata con il bambino, responsabilizzando le sue scelte e stimolando un maggior livello di autonomia e di autostima.

Tipologia di attività fisica e fasi della malattia
Pratica sportiva Durante la terapia Dopo la terapia
Convalescenza Guarigione
Agonistica No No
Amatoriale Non agonistica No No
Ludico-ricreativa No
Riabilitativa

12) FOLLOW-UP DEL BAMBINO CON PATOLOGIA ONCOLOGICA DOPO LA SOSPENSIONE DELLA TERAPIA

Il bambino con patologia oncologica in fase di guarigione deve essere seguito da un team multidisciplinare composto da oncologo pediatra, medico di medicina generale, psicologo clinico, endocrinologo, neurologo, dentista, radiologo oncologo, medico nutrizionista, dietista, assistente sociale.

Bisogna valutare periodicamente i dati antropometrici in quanto i problemi di crescita possono comparire prima, durante o dopo una terapia eseguita con successo.
In particolare:

– L’altezza deve essere valutata regolarmente fino al raggiungimento di quella finale.
– Nei bambini che hanno ricevuto irradiazione cranio-spinale l’altezza dovrebbe essere misurata da seduti data la frequente sproporzione tra la crescita degli arti e quella del tronco.
– La valutazione della crescita richiede la correlazione tra l’età ossea e lo stadio della pubertà.
– Effettuare un controllo periodico del peso per monitorare il corretto accrescimento e per prevenire l’eccesso ponderale e le patologie metaboliche ad esso correlate.


In base ai dati antropometrici, è necessario stilare un adeguato programma nutrizionale che valuti il giusto apporto energetico e l’adeguata ripartizione dei nutrienti per favorire una crescita equilibrata ed evitare complicanze

I familiari e tutti coloro che si prendono cura del bambino devono essere coinvolti nella promozione di cambiamenti essenziali e duraturi dello stile di vita e nella correzione di eventuali comportamenti alimentari errati

È possibile suggerire delle indicazioni di frequenza e di priorità di scelte alimentari attraverso la “piramide alimentare”. (figura n. 3, pag. 87 del libro “L’alimentazione ed il bambino con patologia oncologica” edito dalla RAI-ERI).

Dopo la guarigione, la pratica dell’attività fisica, sia amatoriale che sportiva, può contribuire a contrastare alcune delle conseguenze negative delle terapie, come l’obesità, la riduzione della densità ossea, le dislipidemie; può inoltre avere un efficacia preventiva per le principali patologie cronico-degenerative.

BIOETICA E NUTRIGENOMICA

Non sono stati elaborati i decaloghi sul rapporto tra nutrigenomica ed oncologia pediatrica né sull’aspetto bioetico relativo alla nutrizione artificiale, in quanto sono tematiche ancora in fase di elaborazione e materia di discussione ed approfondimento.
Tuttavia per avere maggiori conoscenze su questi specifici argomenti, si può consultare la versione integrale con le relative bibliografie delle seguenti relazioni:

“CONSIDERAZIONI CLINICHE SUL DIBATTITO BIOETICO RELATIVO ALLA NUTRIZIONE ARTIFICIALE: ALCUNE CONSIDERAZIONI PER L’ETA’ EVOLUTIVA”
di F. Contaldo – L. Alfonsi – L. Santarpia – F. Pasanisi

“IL CONTRIBUTO DELL’ ASSOCIAZIONE ITALIANA DI DIETETICA E NUTRIZIONE CLINICA (ADI) AL DIBATTITO BIOETICO RELATIVO ALLA NUTRIZIONE ARTIFICIALE: RIFLESSIONI PER L’ETA’ EVOLUTIVA”
di G. Fatati

“IL CONTRIBUTO DELLA NUTRIGENOMICA NEL TRATTAMENTO ONCOLOGICO”
di A. Raimondi – F. Nicastro

Associazioni ed indirizzi utili
A.I.E.O.P.

Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica
Sito Internet: www.aieop.it E-mail: info@aieop.org

FIAGOP

Federazione Italiana Associazione Genitori Onco-Ematologia Pediatrica
c/o Policlinico di Modena. Via del Pozzo, 71 – 41100 Modena
Tel. 0594224414 Fax. 0594224415
Sito internet: www.fiagop.it E-mail: info@fiagop.it
ASSOCIAZIONE PETER PAN ONLUS

Via San Francesco Di Sales, 16 – 00165 Roma
Tel. 06684012, Fax. 0668136853
Sito internet: www.asspeterpan.it
E-mail: info@asspeterpan.it
ALI DI SCORTA ONLUS

c/o Reparto di Neurochirurgia Infantile Policlinico Agostino Gemelli
L.go, A. Gemelli, 8 – 00168 Roma
Tel/Fax 0630156660
Cell. Segreteria 3336584795
Sito internet: www.alidiscorta.it E-mail: segreteria@alidiscorta.it
ALTEG

Associazione per la Lotta ai Tumori nell’Età Giovanile
Via G. Giolitti 255 – 00185 Roma
Tel. 0644363319
Sito internet: www.alteg.org E-mail: ass.alteg@tin.it
ASSOCIAZIONE KIM ONLUS

Via di Villa Troili, 46 – 00163 Roma
Tel. 06/66410517
Sito internet: www.associazionekim.it E-mail: lacasadikim@libero.it oppure asskim@iol.it