a cura della dott.ssa Maria Teresa Strumendo Migliaccio

L’alimentazione del bambino è un argomento di estrema complessità  che di certo non può essere trattato in un breve articolo. La problematica varia ovviamente secondo l’età del soggetto e comprende l’allattamento materno, lo svezzamento, l’alimentazione nei mesi e negli anni successivi con i cambiamenti di vita e di abitudini alimentari in relazione alla frequenza o meno del nido e poi dell’asilo.

I primi anni di scuola e l’attività sportiva apportano ulteriori cambiamenti ed esigenze nutrizionali diverse così come la pubertà ed i suoi  caratteristici  cambiamenti ormonali; fino al termine dell’accrescimento è un continuo modificarsi di abitudini di vita e di necessità nutrizionali. Il rapporto con il mondo esterno e con la famiglia possono condizionare i comportamenti alimentari e spesso magrezza, obesità e normalità ne sono il frutto.In un tale variegato scenario preferisco pertanto fare solo  alcune osservazioni e soffermarmi su alcuni punti  rimandando ai vari testi per ulteriori approfondimenti. Fino a pochi anni fa ci si occupava molto del bambino che non mangiava e poco del bambino che mangiava. Se un’alimentazione limitata può condurre a lungo andare a carenze di vario tipo (insufficiente apporto di proteine, di calcio, di ferro e di altri nutrienti) e quindi a una mancata realizzazione del potenziale genetico nei soggetti in accrescimento, d’altra parte una alimentazione al di sopra delle necessità del bambino porta prima al sovrappeso e successivamente, in gran parte di casi, ad una manifesta obesità.

Teniamo presente che una iperalimentazione nei primi due anni di vita può causare non solo l’ aumento del volume delle cellule adipose, ma anche del loro  numero  e pertanto da adulti si avrà una maggiore predisposizione all’obesità e maggiore  difficoltà a trovare o a mantenere il giusto peso. Per evitare tali danni è necessario controllare l’equilibrio e l’apporto calorico della razione alimentare e modificare lo stile di vita combattendo prima di tutto la sedentarietà. I bambini  non debbono rimanere troppe ore seduti davanti alla televisione, ma devono partecipare a giochi attivi, debbono abituarsi a salire le scale a piedi invece di far uso dell’ascensore, camminare per raggiungere posti relativamente vicini,  come può essere la scuola o la  palestra , in questo modo si potrà evitare di ridurre troppo la quantità degli alimenti assicurando pertanto un buon apporto di  tutti i nutrienti.

Ricordo che per una giusta alimentazione è necessario che tutti gli alimenti siano rappresentati secondo una certa  proporzione: i glucidi debbono apportare tra i 55-65% delle calorie totali, i lipidi 25-30%, i protidi 15%. Tali proporzioni variano però secondo l’età. Inoltre è di fondamentale importanza assicurare una buona idratazione introducendo oltre all’acqua, frutta fresca, verdura, e minestre. In questo modo si potrà inoltre raggiungere più facilmente il senso di sazietà con un minor numero di calorie. Ma in pratica quante calorie devono introdurre alle varie età  i bambini e gli adolescenti? Il fabbisogno energetico varia in relazione all’età e al peso (vedi tabella n° 1 tratta dai  LARN revisione 1996):

Stima dei fabbisogni energetici dei bambini di età compresa fra 3 e 9 anni.

ETÀ MASCHI FEMMINE
anni Energia(Kcal/Kg)
(KJ/Kg)
Energia
(Kcal/Kg)
(KJ/Kg)
3,5 94
395
90
375
4,5 90
375
87
365
5,5 80
365
84
350
6,5 84
350
79
330
7,5 79
330
73
305
8,5 73
305
66
275
9,5 68
285
59
245

In relazione a tali dati propongo uno schema di menù giornaliero valido per bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni, dove la distribuzione dei pasti nella giornata è valida per tutti mentre le quantità variano ovviamente in relazione ai gruppi di età.

Tra merenda e colazione dai 350 e 500 gr. di latte indispensabile per l’apporto di calcio.
Se il latte non è molto gradito può essere sostituito da yogurt o formaggio, pane gr. 30-40 o fette biscottate gr. 20 e  marmellata gr. 20-30 o una fetta di dolce o una merendina.
Pranzo e cena Primo piatto: alternare gr. 50 di pasta con minestre di verdure o di legumi.
Secondo piatto: gr. 70/80 di carne o di pesce che possono essere sostituiti da prosciutto o da fegato o da un uovo.
Contorno: di verdure cotte o crude (fino a due, tre anni è meglio somministrare verdure cotte e passate al setaccio).
Poco pane: circa gr. 30.
Frutta

Questo vale per bambini e adolescenti che abbiano un peso forma o comunque per prevenire il sovrappeso. Quando ci troviamo già in presenza di un peso eccessivo, il comportamento deve essere il seguente:  ridurre l’apporto calorico e fare in modo di aumentare l’attività fisica. Ma nell’individuo in accrescimento è molto importante anche la determinazione dell’età scheletrica e, quando è possibile, la previsione della statura finale; tali dati si  ottengono mediante la  radiografia del polso  della mano sinistra e lo studio  della cartilagine di accrescimento (TANNER TW2 RUS; BAYLEY-PINNEAU; ROCHE).

Conoscendo la presunta  statura finale si potrà calcolare il  peso ottimale a fine accrescimento del soggetto in esame, e quindi, seguendolo nel tempo si dovrà cercare di mantenere il peso stabile o farlo comunque diminuire di poco mentre aumentando fisiologicamente la statura, raggiungerà il giusto rapporto peso/statura.Per calcolare il peso ottimale alle varie stature per maschi e femmine si possono utilizzare i due monogrammi che presentiamo fuori testo (Grafico 1 tratti dai  Larn Revisione 1996). Teniamo presente che il sovrappeso o l’obesità creano nei bambini e negli adolescenti seri complessi per cui spesso  si isolano, non partecipano ai giochi di gruppo etc. Questo avviene anche perché faticano di più a seguire uno sport.

Il sovrappeso non è solo un problema estetico, ma è una condizione che favorisce varie alterazioni in tutti gli organi e apparati. Per esempio a carico del sistema osteoarticolare provoca o aggrava alcune deformazioni ossee quali: il piattismo, il valgismo e la  scoliosi;  promuove inoltre l’inizio delle degenerazione e dell’usura delle cartilagini articolari e predispone pertanto all’instaurarsi  dell’artrosi. L’obesità poi nel periodo della pubertà modifica la regolazione neuroendocrina della funzione gonadica. Nelle ragazze infatti ci possono essere disturbi del ciclo mestruale con oligo e amenorrea e presenza di irsutismo. Correggendo l’obesità si è visto infatti migliorare il quadro clinico. Nel sesso maschile può esserci l’ipogonadismo. Quindi controllo dell’apporto calorico e aumento del consumo proponendo sport collettivi o sport a cui possono partecipare anche i familiari, come andare in bicicletta la domenica o fare passeggiate nei parchi dove i bambini possono correre liberamente, perché il movimento favorisce la fissazione del calcio nelle ossa e combatte l’ipercolesterolemia nei soggetti predisposti.

E che dire poi dei bambini che mangiano poco? Per questi è necessario un attento studio del comportamento: a volte infatti il rifiuto del cibo è causato dalla necessità di affermare la propria personalità nei riguardi dell’adulto e pertanto in questo caso il cibo anziché imposto va semplicemente proposto assecondando al massimo sia i gusti che gli orari senza schemi fissi. Altre volte invece l’inappetenza è causata da motivi organici; per esempio la carenza di ferro può essere la causa dell’inappetenza oltre che l’effetto della scarsa introduzione. In questo caso è opportuno un aiuto farmacologico con preparati vitaminici che contengano anche sali minerali.

La malnutrizione per eccesso è un problema della nostra società; tuttavia non dobbiamo trascurare la malnutrizione per difetto in particolare nei riguardi di alcuni nutrienti, che può essere presente anche con una alimentazione adeguata dal punto di vista calorico. È pertanto necessario una particolare attenzione da parte del medico per i soggetti in accrescimento che rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili; malnutrizione per eccesso  e per difetto possono incidere  sullo sviluppo fisico e psichico dei nostri ragazzi ed il problema esige la massima attenzione di tutti coloro che sono preposti a questo scopo ed in particolare i familiari ed i medici.