a cura del Prof. Pietro A. Migliaccio

Suonano a distesa le campane. Rita, commossa, s’affaccia alla finestra, stagliando orgogliosamente su via Teulada la sua figura snella. Non che s’aspetti di trovar là sotto folle plaudenti, invece della solita circonvallazione Clodia, opaca di vapori d’auto e luci della sera. Non che non sappia che le campane suonano per via della messa delle sei, e che il suo trionfo personale è totalmente privo di qualche valore universale. Ma poichè il centro dell’universo, diceva Pascal, si trova ovunque, e la circonferenza da nessuna parte, lasciamo pensare a Rita Scotti, 36 anni, commerciante, che il centro, stasera, sia quello che ha fatto sulla bilancia del professor Migliaccio, «undici chili in meno». E la circonferenza quella che ha appena conquistato ai suoi fianchi ex pienotti, «due o tre taglie fa». «Meno di tre mesi. Mangiando. Spesso e di tutto. Pure i gelati. Senza soffrire. Ora la dieta è un’abitudine. Di più: un fatto di cultura».

Già: imparare a mangiare. «Si tratta – giura Rita – di un valore sociale. Ora mi sento più serena, non litigo più con mio marito, va meglio persino nel lavoro». Pietro Migliaccio, guru della dietologia, sorride. Lui ci è abituato, lui sa a memoria quello che gli diranno i fortunati, (che siano i Costanzo o gli Storace, le signore Rite o chissà chi), finiti lungo la sua strada. Sono i dannati della bilancia, gli ostaggi delle calorie, i signori yo-yo, quelli che oscillano perennemente, misurano il gusto della vita con il saliscendi del proprio peso. Vivono l’avvicinarsi l’estate come un redde rationem con il proprio corpo. Perciò li vedrete avventurarsi in un enorme mercato che abbraccia il centro e la periferia di Roma, lungo confini incerti tra sanità, parasanità, estetica, improvvisazione e corte dei miracoli. E’ amministrato da signori e da signore che Migliaccio definisce «falsi profeti».

Si possono incrociare nei centri di bellezza, sui cartelloni pubblicitari, sui giornali, sulle televisioni private, persino nei salotti. Estetiste, dietisti improvvisati, sedicenti dietologi con la laurea in medicina, «che però non hanno fatto neppure l’esame di scienza dell’alimentazione», assicura Migliaccio. Vi sedurranno con la formula magica: asciugare, rassodare, tonificare. Condita dalle più strane e complicate spiegazioni. Vi proporranno trasfigurazioni. Attenti. «Una dieta – avverte Migliaccio – è un atto medico. Richiede una ricerca accurata sulle condizioni fisiche e psicologhe del paziente. Bisogna entrare nella sua vita, conoscere le sue abitudini, i suoi umori, i suoi gusti. Nessuno deve adattarsi ad una dieta: è la dieta che deve adattarsi alle persone. Devono conservare il gusto di mangiare». Perciò, per dimagrire, dovrete mangiare. Mangiare “bene”, in ogni senso. Quanto vi costerà una dieta “giusta”, prescritta da un professionista? Trecentocinquantamila tra prima dieta, seconda di mantenimento, più visite di controllo nell’arco di un anno. 

Non potete permetterveli? Cercate con perizia, sui giornali o su Internet, un buon fai-da-te. Perchè persino un fai-da-te consapevole e ben informato, consigliato da un professionista, sviluppato su tre regole di fondo, («rispettare la distribuzione dei pasti, mantenere l’equilibrio tra i vari elementi, aumentare il dispendio di energie», dice il professore), è più affidabile dei “falsi profeti”.


Come riconoscerli? Sono quelli che vi prometteranno di farvi perdere 3, 4, 5 chili a settimana. Attenti. «Perdere più di un chilo a settimana -avverte Migliaccio- è pericoloso e controproducente: si riguadagna tutto, con gli interessi». «Perdere troppi chili -aggiunge Ivo Pulcini, medico sportivo- può intaccare la massa muscolare». Vi proporranno integratori, pillole, o quant’altro? Attenti. «Gli integratori – dice Migliaccio – non sono indispensabili, e possono essere nocivi, se prescritti impropriamente. E attenti al contrabbando di anoressizzanti: possono essere contenuti persino in certe pillole “alle erbe” che vi prescriveranno». Vi rintroneranno col fascino delle tecnologie avanzate? Vi assicureranno che il vostro corpo, sottoposto alle pulsioni elettriche di certi macchinari, tornerà snello, tonico ed asciutto, con soli dieci trattamenti, ognuno dei quali vale «quanto sei sedute in palestra», al modico prezzo di 90/130.000 lire l’uno?

Attenti
. Non che non perderete chili, anche per via del “regime alimentare” suggerito, parente della fame. Ne perderete anche per via «di certe straordinarie sudate -racconta Antonio Montanino, capitano dei Nas, reduce da un’indagine sui centri estetici- poichè verrete avvolti in coperte termiche, lenzuola di cellophane o cartene». L’effetto non durerà. Dopo, i vostri muscoli rischieranno di afflosciarsi più di prima, «come capita a certi atleti -dice Migliaccio- quando interrompono l’attività». Attenti, dunque. Ma attenti pure a non fare di tutta l’erba un fascio.

 «Anche i falsi profeti – dice Migliaccio – possono avere delle buone idee. Qui entra in gioco la responsabilità del singolo. Tutti dovrebbero avere una cultura dell’alimentazione. Essere in grado di difendersi». Spetterà a voi, se avrete nozioni su come funziona il vostro corpo, distinguere tra i palliativi, le proposte pericolose, le geniali trovate. Da soli dovrete capire se fidarvi o meno del fenomeno dell’anno: le flebo. Che fa accorrere signore e signori in uno studio medico, ai Parioli, gestito dalla simpatica dottoressa Daniela Marciani. «E’ una terapia -spiega- che permette di dimagrire di 2 o 3 chili a settimana, riducendo le calorie in modo drastico, e consentendo ai pazienti di nutrirsi per via parenterale». E se la fame vi divora? Cercherete di distrarvi. Sapevate quel che vi aspettava: si chiama digiunoterapia. Funziona? Dipende dai punti di vista. «Il digiuno – assicura Pulcini – scatena l’effetto carestia: prima o poi mangerete come e più di prima. Recuperete tutto».