intervista della dott.ssa Giancarla Silvestrini della rivista “Nuovo Parlamento”

D.      In questi ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti  sul modo di nutrirsi degli italiani. Che cosa ci può dire in proposito Lei che è considerato tra i più famosi (annoverati) Nutrizionisti d’Europa? 

R. Una recente indagine dell’Istituto Nazionale della Nutrizione su un campione della popolazione italiana ha messo in evidenza una riduzione dei consumi alimentari e pertanto una minore assunzione di energia. L’indagine ha inoltre rilevato maggiori conoscenze nutrizionali da parte del consumatore, sicuramente in seguito all’informazione alimentare effettuata dalle  istituzioni e dai nutrizionisti in particolare. Malgrado ciò è in aumento la percentuale dei soggetti in sovrappeso o obesi in tutte le classi di età. Questa contraddizione può essere spiegata con una ulteriore riduzione, in questi ultimi anni, del dispendio energetico cioè dell’attività fisica intesa in senso lato: eccessivo uso dei mezzi di locomozione anche per brevi tragitti, uso dell’ascensore, delle scale mobili, dei “tapirulan”, automazione spinta in tutte le attività quotidiane.

D.      Tenendo presente i ritmi della vita lavorativa attuale, come ci si deve comportare per alimentarci in maniera adeguata senza eccessive privazioni? Non sempre ci è consentito di “pesare” il cibo necessario al nostro fabbisogno, anche se prescritto nell’ambito di una indovinata e mirata dieta. 

R. Il segreto di un buon nutrizionista, ed in Italia ce ne sono parecchi, è di adattare la dieta alle esigenze della persona e non pretendere che la persona si adegui ai tempi ed ai pesi, spesso impossibili, di una dieta teoricamente perfetta ma praticamente inattuabile. Una delle mie metodiche consiste nel basarsi sulle porzioni dei ristoranti, dei self-service ed anche familiari; è necessario indicare però il tipo di alimento, suggerendo ovviamente delle alternative e  limitare il numero delle portate,  tenendo sempre presente le preferenze del “protagonista” che è chi deve fare la dieta e non chi la prescrive. Per esempio, al ristorante si può consumare un buon primo piatto ed un frutto o una macedonia di frutta fresca; oppure un secondo piatto a piacere con un contorno di verdure, poco condito, g 40 circa di pane (mezza rosetta) ed un frutto; o anche un secondo piatto a base di carne o di pesce con un contorno, poco condito, ed una porzione di dolce o di gelato. In questi casi è auspicabile un maggior controllo nella prima colazione e nell’altro pasto che può consistere in prodotti già confezionati come il tonno sott’olio sgocciolato o il salmone o la stessa carne o i formaggi light con un contorno di verdure e pane. E’ poi importante la distribuzione dei pasti nella giornata per non concentrare tutto in un solo pasto. A pranzo, per esempio, se non è possibile sedersi a tavola per consumare un pasto regolare consiglio un toast o un tramezzino o qualche pacchetto di crackers o di biscotti o anche un panino preparato in un negozio di “generi alimentari”. Niente di più bello di un parlamentare che entra in un “alimentari” e si fa preparare una rosetta da 80 grammi con 40 grammi di prosciutto crudo o cotto. Sono alcune delle mille cose che si possono fare e dei piccoli stratagemmi che si devono usare.

D.      Se affrontare una dieta corretta per il nostro organismo diventa un problema che si aggiunge agli altri, come evitare di infrangere le “regole” a cui siamo sottoposti? Per esempio nei compleanni, nelle varie ricorrenze, negli inviti particolari ai quali è difficile rinunciare, vuoi per la buona educazione, vuoi per la gola che in queste occasioni è sfacciatamente sollecitata, come ci si deve comportare? Se si cede alle tentazioni, non si creano dei sensi di colpa che rischiano poi di diventare ossessione giornaliera per il cibo? 

R. Infrangere le regole di una dieta è opportuno e doveroso nei riguardi nostri e degli altri. Sono momenti di aggregazione; il cibo è e deve essere anche gratificazione. Rinunciarvi sistematicamente può predisporre all’interruzione della dieta dimagrante (ipocalorica) a più o meno breve scadenza. E’ il giorno dopo che dobbiamo parzialmente contenerci. A questo scopo consiglio una dieta di compenso di circa 850 kcal.
Dieta di compenso del giorno dopo

Colazione: un cappuccino o un caffè o un the con due fette biscottate.
Pranzo: un toast oppure tonno sott’olio sgocciolato una confezione da g 80; un contorno di verdure a piacere condito con un cucchiaino di olio;
non mangiare legumi patate e mais; mezza rosetta (pane g 40 circa) o un pacchetto di crackers da g 25.
Pomeriggio:   un frutto.
Cena: un petto di pollo o una sogliola; un contorno di verdure condito con un cucchiaino di olio; non mangiare legumi, patate e mais; mezza rosetta (pane g 40 circa) o un pacchetto di crackers da g 25.


D.      Professore, visto anche il grande successo che ha ottenuto, riscontrabile in alcuni noti personaggi televisivi i quali hanno migliorato in modo eclatante il loro aspetto fisico diminuendo di peso in quantità impensabili, cosa consiglia ai nostri parlamentari che per l’attività politica che svolgono spesso sono costretti ad orari impossibili e di conseguenza ad una alimentazione “sregolata”? 

R. I parlamentari, a mio parere, conducono una vita infernale e sicuramente hanno delle capacità ed una resistenza sconosciuta alla maggioranza delle persone. Viaggi dal luogo di residenza alla Capitale e viceversa, sedute al Senato o alla Camera, commissioni, riunioni di partito, “vertici” di tutti i tipi, pranzi e cene di lavoro a più non posso. Penso che sia necessaria una dieta personalizzata che si adatti alla loro vita e che tenga presente le necessità e le “sregolatezze” di ciascuno. Ad una vita convulsa, senza orari, senza quartiere, ricca di stress si può adattare soltanto una dieta senza regole ma equilibrata ed assicuro che non vi è contraddizione in termini. Se poi si pensa alle campagne elettorali con spostamenti, comizi, pranzi etc., ritengo che i parlamentari, già affaticati dalla precedente legislatura, avrebbero bisogno di un nutrizionista  che li seguisse per tutto il periodo. Al momento dello scrutinio sono sicuro che troveremmo i parlamentari, specialmente quelli rieletti, allegri e pimpanti ed un 50% di nutrizionisti obesi e l’altro 50% in stato di cachessia irreversibile.
D.       Siamo in estate, tra un po’ andremo in vacanza, e molte donne, me compresa, non ce l’hanno fatta a seguire un comportamento alimentare corretto ed i risultati sono purtroppo evidenti sulla inesorabile bilancia. Quale aiuto può darci per eliminare in fretta quei chili in eccesso, senza i quali sicuramente potremmo indossare con più sicurezza il nostro costume da bagno? 

R. La cosa migliore da fare, arrivati in questo periodo dell’anno, è di andare in montagna, ma dove fa freddo, tanto freddo, ed indossare ampie e lunghe giacche a vento su pantaloni comodi che permettano ampi movimenti su sentieri non troppo scoscesi. A settembre cominceremo a pensare al più bel costume da bagno del mondo per la prossima stagione balneare e ci  adopereremo  perché il sogno diventi realtà.Garantisco che è possibile per tutte e per tutti. Parola di uno “tra i più famosi nutrizionisti d’Europa” come Lei ha avuto la bontà di definirmi e, Le confesso, che a me viene voglia di crederci.

15 luglio 1998