CONSIGLI NUTRIZIONALI PER SOGGETTI AFFETTI DA MORBO DI PARKINSON

Prof. Pietro Antonio Migliaccio – Dott.ssa Leone Linda

Il Morbo di Parkinson (MP), dopo l’Alzheimer, è la patologia neurodegenerativa più diffusa in tutta la popolazione. Le situazioni clinico-nutrizionali nei soggetti affetti da MP sono le più varie, in quanto si verificano in uomini e donne di diversa età e con un peso iniziale assai eterogeneo.

In relazione a questo, nella mia pratica ed esperienza  clinica, ho osservato le situazioni più diverse, cioè il dimagrimento in relazione alla scarsa e/o scorretta alimentazione oppure l’aumento di peso causato dalla riduzione del dispendio energetico e da una alimentazione troppo abbondante e spesso compulsiva.

Si è visto come già dopo circa un anno dall’esordio, o meglio dalla diagnosi di MP, ci sia una diminuzione dell’introito alimentare in quanto i pazienti consumano un numero di pasti inferiore rispetto a prima e con quantità ridotte di alimenti. Alcuni studi dimostrano che il peso corporeo diminuisce in maniera direttamente proporzionale alla gravità della malattia.

Per valutare lo stato di nutrizione in modo semplice e rapido si procede prima alla misurazione di peso e statura, da cui si ricava l’Indice di Massa Corporea o Body Mass Index (IMC o BMI), dato dal rapporto tra il peso e l’altezza al quadrato. Si ottiene in tal modo,  un indicatore dello stato nutrizionale ed energetico dell’individuo, che è considerato normopeso per valori di IMC compresi tra 18,5 e 24,9, sottopeso per IMC inferiori a 18,5 (grave al di sotto di 17 e molto grave al di sotto di 16), sovrappeso per IMC superiori a 25 e obeso per valori superiori a 30. In caso di IMC superiore a 40 si parla, invece, di obesità grave.

Poi si valuta la composizione corporea mediante impedenziometro per valutare la massa muscolare, il tessuto adiposo e la percentuale di acqua corporea. In associazione alla biompedenziometria,  tramite MOC Total Body  è possibile stimare la presenza di osteopenia o osteoporosi per eventuali integrazioni  di calcio e di vitamina D.

Pertanto nel Morbo di Parkinson la terapia farmacologica deve essere accompagnata dall’intervento fisiatrico e dalla terapia dietetica che deve iniziare quanto prima.

Il primo obiettivo è il mantenimento del peso, se è nella norma.

Per quanto riguarda l’introito di calorie sembra che non sia necessario ridurlo in quanto si ha l’aumento del dispendio energetico in relazione ai sintomi motori.

Al fine della prevenzione sembra importante l’assunzione degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e dei loro metaboliti per la capacità antinfiammatoria, e della vitamina E per la sua capacità antiossidante. Altre vitamine importanti per la prevenzione sono la vitamina C, i carotenoidi e le vitamine del gruppo B. L’adeguata assunzione di Vitamina B6 potrebbe diminuire il rischio di insorgenza e sviluppo della malattia e la Vitamina B12 importante per il mantenimento  delle capacità intellettive. Fondamentale inoltre dosare la vitamina D, spesso carente in questi soggetti. Controllare l’apporto corretto di Vitamine e Minerali è, pertanto, indispensabile

Se si hanno disturbi della deglutizione, è necessario consultare immediatamente uno specialista. La disfagia può essere sia per i solidi che per i liquidi. Sono da considerare attentamente anche gli eventuali  disturbi della masticazione, della vista, del gusto e del tono dell’umore come una sindrome depressiva, che possono modificare il desiderio di cibo.

Controllare che l’ idratazione sia ottimale (1,5-2 litri di acqua al giorno), ricordando che nella terza e quarta età già “fisiologicamente” diminuisce lo stimolo della sete.

Importante poi l’assunzione di fibra che deve essere 25-30 g al giorno, in modo da facilitare e regolarizzare le funzioni intestinali.

L’alimentazione nei soggetti affetti da MP deve poi tenere conto della terapia in corso. E’ fondamentale sapere che l’alimentazione può interferire in maniera importante con la terapia farmacologica a base di Levodopa. Infatti l’assorbimento del farmaco a livello duodenale e anche il superamento della barriera ematoencefalica avvengono attraverso un sistema di trasporto che viene utilizzato anche da alcune sostanze presenti negli alimenti, come gli amminoacidi costituenti le proteine, soprattutto quelle di origine animale.

Pertanto gli alimenti di origine animale debbono essere consumati lontano dalla somministrazione del farmaco.

Nel MP il rapporto ottimale tra i vari nutrienti è simile a quello consigliato dai LARN 2014(Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia) per la popolazione italiana e cioè:

  • PROTEINE: 1g /Kg peso/die
  • CARBOIDRATI: 45-60 % dell’energia giornaliera
  • LIPIDI: meno del 35% dell’energia giornaliera.

Modifiche di questi rapporti possono essere necessari in presenza di particolari patologie quali il diabete, l’insufficienza renale etc. Ma questo deve essere effettuato sempre su consiglio del medico curante e/o dello specialista nutrizionista.

Nello schema alimentare , la quantità degli alimenti deve essere  indicato in relazione all’andamento del peso. E’ necessario considerare la facilità della masticazione e deglutizione, del gusto e del giusto rapporto dei nutrienti.

Il cibo deve essere assunto a circa due ore di distanza dalla somministrazione di Levodopa per evitare la competizione tra il farmaco ed alcuni amminoacidi contenuti in alimenti proteici, in particolare in quelli di origine animale

Nello schema alimentare proposto di seguito non sono specificate le quantità degli alimenti in quanto devono essere valutate oggettivamente in base allo stato nutrizionale del soggetto

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SCHEMA ALIMENTARE

Colazione:

Tè a piacere, un cucchiaino di zucchero, due-tre fette biscottate con marmellata o pane tostato con un cucchiaino di marmellata o g 30 di qualsiasi tipo di biscotti (per es. 6 Oro Saiwa).

Metà mattina:

una mela o una pera o un kiwi o una banana piccola o g 200 di ananas o di melone invernale o un’arancia o due mandarini  piccoli o un mandarancio o una spremuta d’arancia.

pranzo:

Primo piatto: a piacere con condimenti semplici tipo pomodoro e/o verdure, poco formaggio grattugiato

oppure 

Primo piatto: un piatto unico ( es pasta al ragù, riso e piselli, pasta con il tonno)

Contorno: tutte le verdure, compresi i fagiolini ed i funghi; non sono considerate verdure legumi, patate e mais;

Condimento per il contorno: un cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Un frutto di stagione

Pomeriggio:

una mela o una pera o un kiwi o una banana piccola o g 200 di ananas o di melone invernale  o un’arancia o due mandarini piccoli o un mandarancio o  un pacchetto di crackers o di Pavesini da g 25 o uno yogurt da g 125 anche alla frutta (da latte parzialmente scremato) o  una spremuta d’arancia.

Cena:                

Secondo piatto:  una porzione a piacere, a base di carne o di pesce o due uova sode o alla coque o (una due volte alla settimana) formaggio di qualsiasi tipo g 80-100 o una porzione di legumi

Contorno: tutte le verdure, compresi i fagiolini ed i funghi, quantità a piacere; non sono considerate verdure legumi, patate e mais;

Olio: un cucchiaio extravergine di oliva;

Pane: g 40 – 80  o una porzione di patate

Un frutto di stagione

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Il Prof. Pietro A. Migliaccio si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Roma. E’ Libero Docente in Scienza dell’Alimentazione e specialista in Gastroenterologia. Per oltre 25 anni è stato ricercatore dell’Istituto Nazionale della Nutrizione. E’ socio di numerose società scientifiche (S.I.N.U. – S.I.M.G. – C.L.I.M.A.A. etc). Presidente Emerito della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione (S.I.S.A.). E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche in ambito biochimico e nutrizionale e collabora attivamente con la stampa e con numerose testate radiotelevisive per la divulgazione di temi riguardanti gli alimenti, la nutrizione e la salute. E’ relatore a congressi, convegni e svolge attività didattica presso università e strutture pubbliche e private. Da anni svolge a Roma la professione di Nutrizionista e Dietologo Clinico.

Dott.ssa Leone Linda Laurea in Dietistica- Università degli Studi di Roma- “Sapienza”. Laurea Specialistica in Scienze della Nutrizione umana conseguitapresso l’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”. Ha svolto attività di educazione alimentare ed ha partecipato a convegni e congressi nell’ambito della scienza dell’alimentazione. Ha preso partea ricerche scientifiche riguardanti la nutrizione umana. Collabora con lo studio Medico Dietologico Migliaccio-Strumendo. Socio S.I.S.A.